Monitoraggio dei focolai epidemici attivi nel 2026: dati, cronologia e mappa aggiornati dalle fonti ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dei ministeri della salute nazionali.
Nessun caso confermato in Italia: l'Italia non compare tra i Paesi con casi nei bollettini ECDC aggiornati al 3 novembre 2026. Tutti i casi sospetti gestiti finora sono risultati negativi, compreso quello del Trentino (21-22 agosto). L'ECDC valuta molto basso il rischio per la popolazione europea.
Casi sospetti gestiti: Comasco (maggio, Ebola escluso), chirurga MSF allo Spallanzani (maggio, precauzionale), Cagliari (31 maggio, negativo), Trentino (21 agosto, negativo)
Fonte: Ministero della Salute e agenzie di stampa. Le informazioni hanno finalita' divulgativa; per indicazioni ufficiali fare riferimento al Ministero della Salute e alle autorita' sanitarie locali.
Panoramica dei focolai epidemici attualmente monitorati. Ogni scheda riporta i dati più recenti dalle fonti ufficiali.
Al 1° novembre la RDC segnala 10.532 casi confermati e 5.126 decessi in 8 province, 2.834 guariti e 961 pazienti in isolamento. La trasmissione comunitaria prosegue; per l'ECDC il rischio per la popolazione UE/SEE resta molto basso.
La paziente, in condizioni stabili, viene trasferita in Svizzera con un volo di evacuazione sanitaria insieme al marito, asintomatico. In Nigeria proseguono i controlli sui contatti.
Parte nell'Ituri un trial di fase 2/3 che valuta diversi candidati vaccinali, tra cui Ervebo. Altri candidati specifici per Bundibugyo (Oxford, Moderna, IAVI, PHV, Minapharm) sono in fase preclinica o clinica iniziale.
La Nigeria conferma ad Abuja un caso importato in una donna rientrata dall'Uganda. In Kenya i casi salgono a 9, tutti nello stesso cluster legato al primo paziente; secondo l'ECDC i decessi keniani sono 2 al 26 ottobre.
L'OMS conferma un caso in un cittadino keniano che viveva nella RDC, arrivato a Nairobi via Kampala il 3 ottobre e morto il 5 ottobre. Il 7 ottobre il Direttore generale OMS riferisce 8.665 casi confermati e 4.178 decessi nella RDC, con segnali di rallentamento in alcune aree ma nuovi focolai, anche vicino al confine con il Sud Sudan.
Secondo i dati della RDC riportati dall'ECDC, al 2 ottobre si contano 8.442 casi confermati e 4.080 decessi in 7 province e 64 zone sanitarie. L'ECDC ritiene probabile che l'epidemia sia più ampia di quanto segnalato.
La RDC avvia a Kisangani la vaccinazione con Ervebo degli operatori in prima linea. L'OMS dichiara conclusa l'epidemia in Uganda.
Attivato il protocollo per una persona rientrata dalla RD Congo con sintomi compatibili, isolata a domicilio. Il 22 agosto le analisi dell'ospedale Sacco di Milano escludono l'Ebola.
Il Gruppo internazionale di coordinamento (ICG) rilascia 70.000 dosi di Ervebo dalla scorta globale: 20.000 per un trial di fase 3 e 50.000 per operatori sanitari e in prima linea. L'efficacia contro il ceppo Bundibugyo non è nota.
Seconda riunione del Comitato di emergenza IHR: l'epidemia nella RDC resta un'emergenza di rilevanza internazionale (ma non un'emergenza pandemica). Circa 5.000 casi segnalati al 18 agosto, letalità grezza intorno al 46%; i modelli indicano infezioni reali 3-4 volte superiori. Raccomandazioni aggiornate pubblicate il 24 agosto, senza blocchi a voli e viaggiatori.
Il ministro della Salute ugandese annuncia la fine dell'epidemia nel Paese dopo i 42 giorni di monitoraggio seguiti alla dimissione dell'ultimo paziente (16 giugno): 20 casi confermati, 18 guariti e 2 decessi. Nella RDC si contano almeno 3.262 contagi e 1.437 decessi; l'OMS la definisce l'epidemia di Ebola a diffusione più rapida mai registrata.
Un cittadino statunitense che lavorava per un'organizzazione umanitaria, risultato positivo, viene evacuato in Germania per le cure. Il medico americano evacuato a maggio era già stato dimesso guarito da un ospedale di Berlino il 6 giugno.
Inizia l'arruolamento dei pazienti nel trial PARTNERS promosso dall'OMS con il Ministero della Salute della RDC, INRB, Istituto di Medicina Tropicale di Anversa e Università di Oxford: si testano l'anticorpo monoclonale MBP134 e il remdesivir, da soli o combinati.
Il Ministero della Salute francese annuncia un caso confermato in un medico rientrato da una missione umanitaria nella RD Congo, isolato in un reparto specializzato. Il 4 luglio il paziente risulta guarito e dimesso.
Al 17 giugno 2026 si contano 896 casi confermati e 232 decessi in 31 zone sanitarie della RDC, oltre a 19 casi confermati e 2 decessi in Uganda. L'OMS avverte che l'epidemia continua a evolversi rapidamente, con crescita dei casi e ampliamento geografico. Le operazioni di contenimento restano ostacolate dall'insicurezza nelle aree colpite.
L'OMS ridimensiona i casi sospetti, scesi da oltre 900 a circa 116 ancora in attesa di conferma: molti dei sospetti precedenti erano in realta' altre patologie febbrili. Il monitoraggio si concentra ora sui casi confermati in laboratorio, che continuano a crescere.
Viene registrata la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia; Medici Senza Frontiere apre un centro di trattamento dedicato nell'area piu' colpita.
Il Ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, ora in isolamento all'ospedale di Cagliari. Il paziente, sintomatico, e' stato sottoposto al test per Ebola, analizzato dallo Spallanzani di Roma. Il Ministero ribadisce che il rischio Ebola in Italia resta "molto basso".
Il direttore generale dell'Africa CDC, Jean Kaseya, riferisce che al 30 maggio 2026 risultano 263 casi confermati di Ebola e 43 decessi confermati tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda, mentre i casi sospetti superano i 1.100.
Una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere, rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dopo un intervento d'urgenza su un bambino ritenuto caso sospetto, viene trasferita allo Spallanzani di Roma per 21 giorni di monitoraggio precauzionale. E' asintomatica e in buone condizioni. Nessun caso confermato in Italia.
Due cooperanti italiani rientrati dall'Uganda, residenti in provincia di Como, vengono ricoverati all'Ospedale Sacco di Milano per sintomi febbrili. L'assessore lombardo Bertolaso: "Probabile si tratti di malaria". Gli accertamenti escludono l'Ebola: i due risultano positivi ad altre infezioni (Shigella). Il Ministero della Salute ribadisce che il rischio in Italia resta "molto basso".
Al 24 maggio 2026 risultano segnalati 1.010 casi sospetti e confermati e almeno 231 decessi. Si ritiene probabile che il numero reale di infezioni superi considerevolmente i casi sospetti registrati.
I dati salgono a 968 casi sospetti e almeno 216 decessi. La Croce Rossa segnala che tre operatori deceduti tra il 5 e il 16 maggio avrebbero contratto il virus il 27 marzo durante operazioni di gestione di corpi a Mongbwalu.
Il Direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus comunica quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti, avvertendo che i numeri continueranno a crescere.
Il Direttore generale dell'OMS dichiara che l'epidemia costituisce un'emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale.
Il Ministero della Salute della RDC dichiara ufficialmente la 17a epidemia di Ebola. L'Uganda conferma un focolaio dopo un caso importato deceduto a Kampala.
L'Istituto nazionale di ricerca biomedica (INRB) di Kinshasa conferma il ceppo Bundibugyo. I test iniziali erano negativi perche cercavano solo il virus Zaire.
L'OMS viene allertata su un'epidemia ad alta mortalita di una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, provincia di Ituri.
Un operatore sanitario manifesta i sintomi nella provincia di Ituri e muore tre giorni dopo presso un centro medico a Bunia.
Il Direttore generale dell'OMS Tedros annuncia la fine del focolaio: l'ultima persona esposta ha completato la quarantena ed è risultata negativa. Bilancio finale di 13 casi e 3 decessi, senza nuovi casi dal 25 maggio.
L'ECDC riporta 12 casi confermati, 1 probabile e 3 decessi; una parte dei contatti ha già concluso la quarantena e gli altri la concluderanno nei giorni successivi.
Il primo passeggero spagnolo risultato positivo all'hantavirus, un uomo di 70 anni ricoverato dal 10 maggio all'Ospedale Centrale della Difesa Gómez Ulla di Madrid, viene dimesso dopo tre giorni senza sintomi e due test di controllo negativi. Non dovrà fare quarantena e sarà seguito con controlli mensili per sei mesi. Degli altri 13 passeggeri spagnoli ricoverati, solo uno era positivo; gli altri restavano in isolamento con quarantena fino al 21 giugno.
La Spagna segnala un nuovo caso tra i passeggeri in quarantena, portando il totale a 13 contagi; i decessi restano tre (nessuno nuovo dal 2 maggio). Iniziata la distribuzione di favipiravir, antivirale sperimentale, in Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il direttore generale dell'OMS Tedros: "La situazione rimane stabile".
L'OMS conferma 12 casi e 3 decessi, nessun nuovo decesso dal 2 maggio. Oltre 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi.
L'OMS conferma un nuovo caso, un membro dell'equipaggio sbarcato a Tenerife e rimpatriato nei Paesi Bassi, in isolamento. Il totale sale a 12 casi e 3 decessi.
La nave arriva al porto di Rotterdam per la disinfezione e la quarantena dell'equipaggio. L'OMS mantiene la valutazione di rischio basso. Segnalati nuovi casi in Belgio e Canada.
All'11 maggio identificati nove casi (sette confermati Andes, due probabili) e tre decessi, con letalita del 33%. Il Ministero della Salute italiano diffonde una circolare alle Regioni.
Introdotte misure sanitarie a bordo per interrompere le catene di contagio. La quarantena per i contatti dura 42 giorni a partire dal 6 maggio.
L'OMS segnala un cluster di gravi malattie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius. A bordo si trovavano 147 persone.
Tutti gli eventi dei focolai monitorati, in ordine cronologico. Ogni voce è attribuita a una fonte verificabile.
Al 1° novembre la RDC segnala 10.532 casi confermati e 5.126 decessi in 8 province, 2.834 guariti e 961 pazienti in isolamento. La trasmissione comunitaria prosegue; per l'ECDC il rischio per la popolazione UE/SEE resta molto basso.
La paziente, in condizioni stabili, viene trasferita in Svizzera con un volo di evacuazione sanitaria insieme al marito, asintomatico. In Nigeria proseguono i controlli sui contatti.
Parte nell'Ituri un trial di fase 2/3 che valuta diversi candidati vaccinali, tra cui Ervebo. Altri candidati specifici per Bundibugyo (Oxford, Moderna, IAVI, PHV, Minapharm) sono in fase preclinica o clinica iniziale.
La Nigeria conferma ad Abuja un caso importato in una donna rientrata dall'Uganda. In Kenya i casi salgono a 9, tutti nello stesso cluster legato al primo paziente; secondo l'ECDC i decessi keniani sono 2 al 26 ottobre.
L'OMS conferma un caso in un cittadino keniano che viveva nella RDC, arrivato a Nairobi via Kampala il 3 ottobre e morto il 5 ottobre. Il 7 ottobre il Direttore generale OMS riferisce 8.665 casi confermati e 4.178 decessi nella RDC, con segnali di rallentamento in alcune aree ma nuovi focolai, anche vicino al confine con il Sud Sudan.
Secondo i dati della RDC riportati dall'ECDC, al 2 ottobre si contano 8.442 casi confermati e 4.080 decessi in 7 province e 64 zone sanitarie. L'ECDC ritiene probabile che l'epidemia sia più ampia di quanto segnalato.
La RDC avvia a Kisangani la vaccinazione con Ervebo degli operatori in prima linea. L'OMS dichiara conclusa l'epidemia in Uganda.
Attivato il protocollo per una persona rientrata dalla RD Congo con sintomi compatibili, isolata a domicilio. Il 22 agosto le analisi dell'ospedale Sacco di Milano escludono l'Ebola.
Il Gruppo internazionale di coordinamento (ICG) rilascia 70.000 dosi di Ervebo dalla scorta globale: 20.000 per un trial di fase 3 e 50.000 per operatori sanitari e in prima linea. L'efficacia contro il ceppo Bundibugyo non è nota.
Seconda riunione del Comitato di emergenza IHR: l'epidemia nella RDC resta un'emergenza di rilevanza internazionale (ma non un'emergenza pandemica). Circa 5.000 casi segnalati al 18 agosto, letalità grezza intorno al 46%; i modelli indicano infezioni reali 3-4 volte superiori. Raccomandazioni aggiornate pubblicate il 24 agosto, senza blocchi a voli e viaggiatori.
Il ministro della Salute ugandese annuncia la fine dell'epidemia nel Paese dopo i 42 giorni di monitoraggio seguiti alla dimissione dell'ultimo paziente (16 giugno): 20 casi confermati, 18 guariti e 2 decessi. Nella RDC si contano almeno 3.262 contagi e 1.437 decessi; l'OMS la definisce l'epidemia di Ebola a diffusione più rapida mai registrata.
Un cittadino statunitense che lavorava per un'organizzazione umanitaria, risultato positivo, viene evacuato in Germania per le cure. Il medico americano evacuato a maggio era già stato dimesso guarito da un ospedale di Berlino il 6 giugno.
Inizia l'arruolamento dei pazienti nel trial PARTNERS promosso dall'OMS con il Ministero della Salute della RDC, INRB, Istituto di Medicina Tropicale di Anversa e Università di Oxford: si testano l'anticorpo monoclonale MBP134 e il remdesivir, da soli o combinati.
Il Direttore generale dell'OMS Tedros annuncia la fine del focolaio: l'ultima persona esposta ha completato la quarantena ed è risultata negativa. Bilancio finale di 13 casi e 3 decessi, senza nuovi casi dal 25 maggio.
Il Ministero della Salute francese annuncia un caso confermato in un medico rientrato da una missione umanitaria nella RD Congo, isolato in un reparto specializzato. Il 4 luglio il paziente risulta guarito e dimesso.
Al 17 giugno 2026 si contano 896 casi confermati e 232 decessi in 31 zone sanitarie della RDC, oltre a 19 casi confermati e 2 decessi in Uganda. L'OMS avverte che l'epidemia continua a evolversi rapidamente, con crescita dei casi e ampliamento geografico. Le operazioni di contenimento restano ostacolate dall'insicurezza nelle aree colpite.
L'ECDC riporta 12 casi confermati, 1 probabile e 3 decessi; una parte dei contatti ha già concluso la quarantena e gli altri la concluderanno nei giorni successivi.
Il primo passeggero spagnolo risultato positivo all'hantavirus, un uomo di 70 anni ricoverato dal 10 maggio all'Ospedale Centrale della Difesa Gómez Ulla di Madrid, viene dimesso dopo tre giorni senza sintomi e due test di controllo negativi. Non dovrà fare quarantena e sarà seguito con controlli mensili per sei mesi. Degli altri 13 passeggeri spagnoli ricoverati, solo uno era positivo; gli altri restavano in isolamento con quarantena fino al 21 giugno.
L'OMS ridimensiona i casi sospetti, scesi da oltre 900 a circa 116 ancora in attesa di conferma: molti dei sospetti precedenti erano in realta' altre patologie febbrili. Il monitoraggio si concentra ora sui casi confermati in laboratorio, che continuano a crescere.
Viene registrata la prima guarigione dall'inizio dell'epidemia; Medici Senza Frontiere apre un centro di trattamento dedicato nell'area piu' colpita.
Il Ministero della Salute informa che sono in corso accertamenti su un paziente rientrato dalla Repubblica Democratica del Congo, ora in isolamento all'ospedale di Cagliari. Il paziente, sintomatico, e' stato sottoposto al test per Ebola, analizzato dallo Spallanzani di Roma. Il Ministero ribadisce che il rischio Ebola in Italia resta "molto basso".
Il direttore generale dell'Africa CDC, Jean Kaseya, riferisce che al 30 maggio 2026 risultano 263 casi confermati di Ebola e 43 decessi confermati tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda, mentre i casi sospetti superano i 1.100.
La Spagna segnala un nuovo caso tra i passeggeri in quarantena, portando il totale a 13 contagi; i decessi restano tre (nessuno nuovo dal 2 maggio). Iniziata la distribuzione di favipiravir, antivirale sperimentale, in Francia, Spagna e Paesi Bassi. Il direttore generale dell'OMS Tedros: "La situazione rimane stabile".
Una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere, rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dopo un intervento d'urgenza su un bambino ritenuto caso sospetto, viene trasferita allo Spallanzani di Roma per 21 giorni di monitoraggio precauzionale. E' asintomatica e in buone condizioni. Nessun caso confermato in Italia.
Due cooperanti italiani rientrati dall'Uganda, residenti in provincia di Como, vengono ricoverati all'Ospedale Sacco di Milano per sintomi febbrili. L'assessore lombardo Bertolaso: "Probabile si tratti di malaria". Gli accertamenti escludono l'Ebola: i due risultano positivi ad altre infezioni (Shigella). Il Ministero della Salute ribadisce che il rischio in Italia resta "molto basso".
Al 24 maggio 2026 risultano segnalati 1.010 casi sospetti e confermati e almeno 231 decessi. Si ritiene probabile che il numero reale di infezioni superi considerevolmente i casi sospetti registrati.
L'OMS conferma 12 casi e 3 decessi, nessun nuovo decesso dal 2 maggio. Oltre 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi.
I dati salgono a 968 casi sospetti e almeno 216 decessi. La Croce Rossa segnala che tre operatori deceduti tra il 5 e il 16 maggio avrebbero contratto il virus il 27 marzo durante operazioni di gestione di corpi a Mongbwalu.
L'OMS conferma un nuovo caso, un membro dell'equipaggio sbarcato a Tenerife e rimpatriato nei Paesi Bassi, in isolamento. Il totale sale a 12 casi e 3 decessi.
Il Direttore generale OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus comunica quasi 600 casi sospetti e 139 decessi sospetti, avvertendo che i numeri continueranno a crescere.
La nave arriva al porto di Rotterdam per la disinfezione e la quarantena dell'equipaggio. L'OMS mantiene la valutazione di rischio basso. Segnalati nuovi casi in Belgio e Canada.
Il Direttore generale dell'OMS dichiara che l'epidemia costituisce un'emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale.
Il Ministero della Salute della RDC dichiara ufficialmente la 17a epidemia di Ebola. L'Uganda conferma un focolaio dopo un caso importato deceduto a Kampala.
L'Istituto nazionale di ricerca biomedica (INRB) di Kinshasa conferma il ceppo Bundibugyo. I test iniziali erano negativi perche cercavano solo il virus Zaire.
All'11 maggio identificati nove casi (sette confermati Andes, due probabili) e tre decessi, con letalita del 33%. Il Ministero della Salute italiano diffonde una circolare alle Regioni.
Introdotte misure sanitarie a bordo per interrompere le catene di contagio. La quarantena per i contatti dura 42 giorni a partire dal 6 maggio.
L'OMS viene allertata su un'epidemia ad alta mortalita di una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, provincia di Ituri.
L'OMS segnala un cluster di gravi malattie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius. A bordo si trovavano 147 persone.
Un operatore sanitario manifesta i sintomi nella provincia di Ituri e muore tre giorni dopo presso un centro medico a Bunia.
Distribuzione geografica dei focolai e dei casi importati. I punti rossi indicano gli epicentri, gli arancioni i casi importati, i grigi le aree in monitoraggio.
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